"IMAGINES CHRISTI"
“ ...un’opera suggestiva, un intenso e commovente ritratto
per leggere l’infinita magnificenza di Gesù attraverso
quattro quadri di colore, musica, voce e danza”
Interpreti:
Gesù Marco Pierin - Danzatore
Maria Patrizia Campassi - Danzatrice
Maria Maddalena Caterina Tedesco
Giovanni, l’amato discepolo Loris Schembri
Voce recitante Emiliana Illiani
Soprano Angelica Cirillo
Orchestra di Violoncelli "Dodecacellos"
Violoncello solista Arianna Menesini
Direttore Andrea Albertini
Imagines Christi è tratto dall’opera del poeta libanese Kahlil Gibran "Gesù Figlio dell’uomo",
pubblicato nel 1928. I testi di Gibran soffusi di fascino e poesia ispirano la coreografia di Patrizia
Campassi che traspone in danza un’emozione profonda, una preghiera dalla quale prende vita un
ritratto del Nazareno intriso di gioia, di risonanze evangeliche e di ritmi biblici.
Accanto all’opera di Kahlil Gibran brani tratti dal Vangelo e dalle Sacre Scritture e da opere di E.
De Luca e G. Testori.
I colori liturgici , il bianco, il verde, il rosso ed il nero accompagnano lo spettatore in quattro
quadri suggestivi che preludono alla Resurrezione del Cristo. Al loro interno la viva voce dei
personaggi che hanno conosciuto Gesù esprime pensieri e sentimenti e da vita ad una raffigurazione
a più voci. Momento bianco come Natività , il verde la Parola di Cristo, il momento rosso amore
e passione in cui appare la Maria Maddalena, alla quale Gesù rivela la realtà invisibile che è in Lei
e che Lui ama, quella che ci costruisce persone in libertà e dignità. L’ultimo quadro è rappresentato
dal colore nero, il mistero della fede, la croce... Il dono che Dio ha voluto fare agli uomini
attraverso suo figlio e ci accompagna attraverso la Sua Crocifissione e Resurrezione.
L’ultima voce è quella di un uomo che viene dal Libano diciannove secoli dopo, la voce del Poeta:
Kahlil Gibran, un uomo del nostro tempo nel quale ognuno di noi può riconoscersi attraverso le sue
parole.
Uno spettacolo che unisce tre arti quali la musica , la danza e la recitazione, in una rappresentazione
Sacra, registicamente pensata come intenso momento meditativo.